CARPI
Nel 1331 Giovanni di Lussemburgo concede a Manfredo Pio l’investitura del feudo di Carpi: nasce la Signoria dei Pio. Nel 1332 Manfredo I definisce la primitiva pianta quadrata del borgo, cingendo di mura e torri il nucleo abitato. A Manfredo I succede il figlio Galasso, che nel 1353 riforma gli antichi statuti, dalla lettura dei quali Carpi appare già consolidata come città. Molto importanti sono le fortificazioni e l’impegno a tutela dei beni pubblici, come strade e piazze. Nel 1367, alla morte di Galasso, gli succedono i figli Giberto e Marsiglio la cui rivalità porta alla suddivisione della città in due zone ben distinte a cui ciascuno provvede separatamente. Nel 1383 i due fratelli si riconciliano grazie all’intervento di Niccolò II d ’Este. L’anno dopo Marsiglio muore senza lasciare discendenti: Giberto è l’unico signore di Carpi. Nel 1389 Carpi passa a Marco I Pio e il suo territorio si allarga, nonostante tensioni e diffidenze con la Casa Estense. Marco I Pio muore nel 1418, lasciando le chiavi di Carpi al figlio Galasso II del quale restano importanti testimonianze architettoniche, come un possente torrione (1445) che ricorda il suo nome nel tempo. Intorno alla metà del 1400 il catasto urbano di Carpi differenziale "castelloni" e "borghesani". Sempre in questo periodo viene sistemato il Portico Lungo e configurata la piazza. Nel 1477 Carpi diventa feudo di Alberto III Pio: la città acquista importanza e muta il proprio impianto urbanistico, ancora oggi riconoscibile nel centro storico. I diversi edifici aggregati attorno all ’ originario castello, nati come fortificazioni, vengono trasformati in dimora principesca. Molto significativo è il contributo architettonico di Baldassarre Peruzzi. Nel 1514 si riduce la chiesa della Sagra allo stato attuale e si inizia la costruzione del Duomo. Il palazzo assume l’aspetto di una corte rinascimentale con al centro un maestoso cortile quadrato del 1504. Successivamente Carpi nel 1530, dopo un breve dominio spagnolo (1525-1527) passa sotto il dominio degli Estensi di Ferrara che durerà sino al 1796. Nel 1535 è elevata a Principato e nel 1627 ha titolo di città. Una grossa attività edilizia porta all ’erezione di numerosi edifici come la chiesa di S. Bernardino. Successivamente a Carpi si susseguono numerose calamità che ne causano una grave decadenza economica. Solo l’antica arte della lavorazione del truciolo con il commercio dei cappelli di paglia consente alla città di reggersi economicamente. Con il plebiscito del 11-12-1860 Carpi entra a far parte del Regno di Savoia e, l’anno dopo, del Regno d’Italia. Nel 1861 si inaugura il teatro e nel 1874 la stazione ferroviaria. Si costruiscono i primi stabilimenti industriali.
Parte del materiale necessario alla ricostruzione di questi edifici deriva dalla demolizione delle mura e delle porte di accesso alla città (Porta Modena e Porta Mantova). Con l’avvento del Fascismo, Carpi si amplia e vengono costruiti il Foro Boario, il Mercato Coperto, l’ospedale Nuovo, il Macello, l’Acquedotto. Durante la seconda guerra mondiale diviene tristemente famoso il campo di concentramento di Fosssoli nel quale vengono smistati i convogli diretti ai campi di concentramento tedeschi. Superata la guerra, a Carpi si sviluppa un’intensa attività artigianale e industriale legata inizialmente all’agricoltura e alla lavorazione del truciolo; poi a partire dal 1950/1960 al settore tessile (in particolare maglieria) e meccanico.
Prodotti tipici
Tra i principali prodotti tipici troviamo: la sfoglia, la mostarda "fina" di Carpi, la pera tipica, l'aceto balsamico, il lambrusco Salamino di Santa Croce.