FINALE EMILIA
Terra di confine con Ferrara e Bologna, con testimonianze dell’età del bronzo, Finale Emilia nasce come borgo intorno al Mille. Viene fortificata dai modenesi nel XIII e XIV secolo, epoca in cui Finale diventa città d’acqua con il Panaro che entra nel centro, quindi importante luogo strategico per il controllo della navigazione fluviale. La via d’acqua, che collegava Modena e Ferrara, favorì lo sviluppo del paese, sede anche dei mulini ducali. Divenne importante porto fluviale, e fu proprio grazie allo sviluppo commerciale che si instaurò a Finale una importante comunità ebraica. La città è stata sede di numerose confraternite religiose che hanno lasciato le numerose chiese e conventi ancora oggi ricco patrimonio artistico e architettonico di Finale.
La Torre dei Modenesi – il più antico edificio finalese – fu costruita nel 1213, per concessione dei ferraresi quale fortificazione a confine, detta anche Torre del Popolo di Modena.
Il Palazzo Comunale è un edificio di pregevole fattura costruito nel 1744. Di stile elegante – fa spicco la torre centrale con l’orologio, l’edificio è impreziosito da numerose sale affrescate nella seconda metà dell'800.
Il Duomo è la maggiore delle chiese di Finale, costruito nel 1474 su un edificio preesistente, in gran parte ristrutturato nel 1770. La facciata, in stile neoclassico, fu realizzata nel 1807. Altre chiese, che vale la pena visitare, sono quelle di San Bartolomeo (1504) ad opera della Confraternita della Buona Morte; la chiesa del Rosario (1572-1589), gioiello di architettura barocca e ricca di opere d’arte; la chiesa del Seminario, che ospita tra l’altro un Guercino. La chiesa di S.Francesco d’Assisi (1625), edificata dai Frati Minori conventuali, era la chiesa delle corporazioni artigiane; la chiesa del Cimitero, eretta nel 1625 unitamente al convento dai Padri Minimi di San Francesco di Paola, riportata agli antichi splendori attraverso un recente e completo restauro.
Il castello Carrobio è un maestoso e splendido edificio che risale all'inizio del secolo scorso (1898-1914), quando fu costruito da Vittorio Sacerdoti, conte di Carrobio. Inserito all'interno di uno splendido parco, l'edificio si ispira ad un analogo castello tedesco di proprietà di un cognato dello stesso Conte.
Massa Finalese è la più grande frazione del Comune di Finale Emilia. Le sue origini sono certamente più antiche di quelle del capoluogo, come testimoniano gli insediamenti di epoca romana e le recenti ricerche storiche. Nel 1345, in seguito alla distruzione del Castello di Massa da parte delle milizie dei Pico della Mirandola, buona parte della popolazione abbandonò l’abitato e si rifugiò soprattutto a Finale. l’improvvisa svolta storica impedì a Massa di continuare ad esercitare un ruolo preminente nel territorio. Da quel momento in poi la sua storia si legò indissolubilmente a quella del capoluogo.
Fiere e manifestazioni
Patrono: San Zenone, 8 Settembre
Carnevale: Febbraio e Marzo
Fiera di Aprile: 25 Aprile e 1° Maggio
Giornata Europea della Cultura Ebraica: 1° domenica di Settembre
Festa dell’Agricoltura: 2° fine settimana di Settembre
Finalestense: 3° fine settimana di Settembre
Sagra della Sfogliata: 8 Dicembre
Festa di San Geminiano: 31 Gennaio
Sagra dell’anatra: settimana di Ferragosto
Prodotti tipici
L’anicione finalese è un liquore ottenuto dalla distillazione dell’anice in alcool purissimo di frutta, associato ad altri semi aromatici contenenti principi digestivi corroboranti ed energetici. L’Anicione e l’Anicetta (preferita quest’ultima dai palati delicati) sono liquori tipici finalese, la cui fabbricazione risale al 1814 .
Il giorno dei morti, a Finale, è usanza fare colazione con un trancio di tibùia o sfogliata o torta degli ebrei, cui fa seguito un bicchierino di anicione. In quel giorno, molti finalesi emigrati tornano in paese per rivivere questa tradizione.
La sfogliata e l’Anicione è riconosciuta come prodotto DOP dalla Regione Emilia-Romagna, la sfogliata, detta anche torta degli ebrei, continua a far parlare di sé e torna ogni anno in occasione della Sagra dell’8 dicembre, con distribuzione gratuita dell’ottima “torta” e dell’Anicione, prodotti tipici finalesi.
Già nel 1626 la torta aveva fatto la sua comparsa a Finale e pare provenisse dalla Germania, dove si chiamava burek, e prima ancora dai Balcani. A Finale diventò tibùia, com'era chiamata in dialetto la sfogliata. L’Anicione è un liquore ottenuto dalla distillazione dell’anice in alcool purissimo di frutta, associato ad altri semi aromatici contenenti principi digestivi corroboranti ed energetici. L’Anicione e l’Anicetta (preferita quest’ultima dai palati delicati) sono liquori tipici finalese, la cui fabbricazione risale al 1814 . Il giorno dei morti, a Finale, è usanza fare colazione con un trancio di tibùia cui fa seguito un bicchierino di Anicione. In quel giorno, molti finalesi emigrati tornano in paese per rivivere questa tradizione.